Ricerca

Francia: legge anti fast fashion, cosa accade dal 28 agosto

Condividi sui social

Il 28 agosto 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atto di esecuzione, applicabile dal 1° settembre 2026, che stabilisce un sistema aggiuntivo di malus per l’ultra-fast fashion. Queste penalità sono aggiuntive rispetto al sistema di contributi EPR già riscossi da ReFashion, basato sull’ eco-modulazione, che prevede bonus per la durabilità, incentivi per il contenuto riciclato e per la certificazione ambientale, e malus per elementi che compromettano la riciclabilità dei prodotti tessili.

Le penalità aggiuntive per l’ultra-fast fashion si differenziano per categoria di prodotto, da €0,50 per intimo e calzetteria, €2 per magliette e polo, €7 per pantaloni, €9 per denim, e fino a €12 per cappotti nel 2026, con incrementi progressivi fino al 2030.

Tuttavia, per le aziende dello sport system, arrivano notizie rassicuranti. Il calcolo della penalità si basa su due fattori principali:

  • il numero ampiezza della gamma di referenze immesse sul mercato
  • le facilitazioni e gli incentivi alla riparazione promossi dal produttore

Secondo il Governo francese, le simulazioni effettuate sui sei operatori, tra cui Decathlon, indicano che tali aziende non rientrano attualmente nell’ambito di applicazione del nuovo malus destinato all’ultra-fast fashion, che pare piuttosto indirizzato verso le note aziende cinesi.

Ricordiamo che la legge francese dell’ 8 luglio 2026, nota anche come la Fast Fashion Law, si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile, penalizzando in particolare quei produttori che introducono incessantemente sul mercato francese, con forte pressione pubblicitarianuovi modelli di abbigliamento tessile, soprattutto tramite e-commerce, a prezzi molto bassi, prodotti hanno scarsa possibilità di riparazione o di riutilizzo, che i consumatori non sono incentivati a riparare o riutilizzare.Secondo il legislatore francese, è proprio questo modello di ultra-fast fashion a spingere un eccesso di consumo. Infatti:

  • giacciono negli armadi dei francesi, 120 milioni di capi nuovi mai indossati
  • vengono acquistati in Francia ogni giorno 7 milioni di capi nuovi
  • l’8% delle emissioni di gas serra a livello globale è attribuibile all’industria tessile.

Nonostante attualmente si possa ritenere che i brand italiani della sport industry non saranno interessati, va comunque sottolineato che l’iniziativa nazionale francese rappresenta una misura significativa in termini di utilizzo dello strumento della modulazione dei contributi EPR per impattare modelli di business e pratiche commerciali, al di là delle caratteristiche ambientali dei singoli prodotti tessili.

News a cura di ZPC SRL – Società Benefit

NEWS

Torna in alto

AREA ASSOCIATI

login