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Estate 2026: la vacanza diventa sempre più active

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L’estate 2026 si avvia alla conclusione con un bilancio positivo per il turismo italiano. Le stime sull’intera stagione, dal 15 giugno al 15 settembre, indicano un tasso medio di saturazione delle strutture ricettive del 58,9%, in crescita di 10,8 punti percentuali rispetto al 2025. Importante il contributo della componente internazionale: tra luglio e agosto le presenze straniere sono stimate in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. (Ministero del Turismo, agosto 2026, Federturismo-Confindustria)

Ma oltre alla crescita dei flussi, i dati raccontano anche come sta cambiando il modo di vivere la vacanza.

Quando l’outdoor entra nella scelta della destinazione

L’outdoor è la terza motivazione di visita degli stranieri in Italia, dopo cultura ed enogastronomia. La cultura coinvolge il 45% dei visitatori internazionali e l’enogastronomia il 20%; subito dopo si colloca il turismo outdoor. (Unioncamere-Isnart, 2026)

È un dato particolarmente interessante perché mostra come l’attività all’aria aperta sia entrato tra gli elementi che orientano la scelta della destinazione stessa.

La crescita della montagna estiva offre una fotografia concreta di questa domanda. Nell’estate 2026 le destinazioni montane e appenniniche raggiungeranno circa 7,8 milioni di arrivi, +14,4% rispetto all’estate precedente, e oltre 79 milioni di presenze, +5,8%. Il fatturato complessivo della montagna estiva è stimato in 6,6 miliardi di euro, +8,2%. (JFC, Osservatorio sulla Montagna Estiva 2026)

Il caldo ha certamente contribuito a spingere la domanda verso le località in quota, ma la crescita della montagna estiva si inserisce in un fenomeno più ampio: la ricerca di esperienze outdoor sta acquistando un peso crescente nelle scelte di viaggio.

Dallo sport al turismo active

È qui che emerge il fenomeno del turismo active, che va distinto dal turismo sportivo. Se quest’ultimo comprende i viaggi motivati principalmente dalla pratica sportiva, dagli eventi e dalle competizioni, il turismo active racconta una domanda più ampia: l’attività fisica diventa parte dell’esperienza della vacanza, anche quando non è la ragione principale del viaggio.

Si parte per visitare una città, trascorrere qualche giorno al mare o in montagna, scoprire un territorio. Ma durante il soggiorno si preferiscono le destinazione che consentono anche di correre, pedalare, fare trekking, nuotare, praticare sport come il tennis e il padel o semplicemente mantenere uno stile di vita attivo.

È una differenza importante, perché allarga il perimetro della domanda e porta lo sport dentro l’esperienza turistica di un pubblico molto più ampio. Una tendenza simile emerge anche a livello europeo.

La vacanza viene sempre più associata alla possibilità di combinare attività, recupero e benessere, mentre tra le formule sportive i soggiorni multi-activity sono indicati come interessanti dal 44,1% degli intervistati. (DERTOUR Group, European Travel Trend Report 2026)

Una nuova sfida per l’hospitality

È un passaggio importante anche per il mondo dell’ospitalità. Il viaggio interrompe sempre meno le abitudini legate all’attività fisica. Il turista può voler continuare a correre, pedalare, allenarsi o semplicemente mantenere il proprio livello di movimento anche durante il soggiorno. E, insieme all’attività, cresce l’attenzione per il recupero.

Le esigenze di atleti e sportivi stanno spingendo gli hotel a sviluppare ambienti e servizi dedicati a movimento, alimentazione, sonno e recupero, mentre richieste simili arrivano sempre più anche dagli ospiti comuni. (Global Wellness Institute)

Per una struttura ricettiva, quindi, una palestra ben attrezzata, una bike room, servizi dedicati a runner e ciclisti, spazi per mobility e stretching o soluzioni per il recovery possono diventare parte integrante dell’esperienza di soggiorno.

Non si tratta soltanto di aggiungere servizi. Per l’hospitality significa intercettare una domanda che considera il benessere e l’attività fisica parte integrante della qualità del viaggio.

È un’evoluzione che mette in relazione filiere che, fino a poco tempo fa, erano considerate più distanti: sport, outdoor, turismo, hospitality e wellness.

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