In un contesto legislativo europeo in continua e rapida trasformazione, per la sport industry è fondamentale non solo seguire le singole norme man mano che vengono approvate, ma mantenere una visione d’insieme su ciò che è in itinere.
Nel corso dell’ultima call mensile a luglio, FESI (Federation of the European Sporting Goods Industry) ha fatto il punto sui principali dossier legislativi europei che interessano il settore:
1. Regolamento UE contro la deforestazione (EUDR)
La Commissione europea ha accolto le osservazioni presentate durante la consultazione pubblica, decidendo di escludere la pelle dal campo di applicazione del Regolamento sulla deforestazione.
La decisione è ora sottoposta allo scrutinio di Parlamento europeo e Consiglio UE. Sebbene sia raro che questa fase modifichi le decisioni della Commissione, l’esclusione diventerà definitiva solo al termine dello scrutinio, previsto tra fine agosto e settembre.
2. Regolamento Ecodesign per i prodotti sostenibili (ESPR)
Prosegue il lavoro della Commissione europea sugli atti delegati dedicati ai prodotti tessili.
Le prossime tappe previste sono:
- pubblicazione dello studio preparatorio del Joint Research Centre (settembre 2026);
- consultazione pubblica e valutazione d’impatto nel corso del 2026-2027;
- bozza finale degli atti delegati attesa nel 2027.
Tra i principali temi in discussione figurano:
- durabilità e robustezza dei prodotti;
- contenuto di materiale riciclato;
- impronta ambientale;
- sostanze di interesse;
- informazioni che accompagneranno i prodotti.
FESI continuerà a seguire il confronto tecnico rappresentando le esigenze dell’industria sportiva.
3. Digital Product Passport (DPP)
Dal 19 luglio è operativo il registro europeo del Digital Product Passport.
Si tratta però di una fase iniziale:
- il registro è oggi utilizzabile principalmente per attività di test e verifica tecnica;
- non sono previsti nuovi adempimenti per il settore tessile;
- il DPP per i prodotti tessili non dovrebbe diventare obbligatorio prima del 2029.
Per le aziende potrebbe rappresentare il momento giusto per iniziare a preparare dati di prodotto e informazioni di filiera, senza che vi siano obblighi immediati.
4. ESPR – Divieto di distruzione degli invenduti
È entrato in applicazione il divieto di distruzione degli invenduti per abbigliamento, accessori e calzature.
La misura:
- è già applicabile alle grandi imprese;
- interesserà le medie imprese dal 2030;
- non si applica a micro e piccole imprese.
La distruzione sarà ammessa solo in casi specifici (prodotti danneggiati, non conformi, ecc.) e dovrà essere adeguatamente documentata.
5. Regolamento sul lavoro forzato (Forced Labour Regulation)
Si evidenziano alcuni miglioramenti introdotti dalla Commissione nelle linee guida applicative.
Tra le principali novità:
- possibilità di richiedere una proroga motivata per fornire documentazione;
- introduzione del principio “once only”, che evita richieste ripetute delle stesse informazioni da parte di autorità diverse;
- chiarimento che la due diligence non costituisce un obbligo previsto dal regolamento;
- possibilità per le imprese di presentare evidenze anche durante le indagini;
- maggiore spazio per le azioni correttive prima dell’apertura di eventuali procedimenti.
6. Regolamento sugli imballaggi (PPWR)
Prosegue il confronto con la Commissione europea su alcuni aspetti interpretativi ancora aperti. In particolare è già stata contestata alla Commissione l’interpretazione fornita nelle bozze delle FAQ, che equiparerebbe i soggetti licenziatari ai fabbricanti diretti negli obblighi sugli imballi.
Tra le questioni ancora aperte rientra anche la gestione delle informazioni relative a componenti quali fascette, etichette e altri elementi accessori che, ai sensi del regolamento, rientrano nella definizione di imballaggio.
7. Direttiva Empowering Consumers (Green claims)
Per la Direttiva Empowering Consumers (in applicazione dal 27 settembre), la Commissione ha diffuso un documento di orientamento (“common understanding”) raccomandando agli Stati Membri un approccio flessibile per la gestione degli stock già immessi sul mercato.
Durante il confronto tra le aziende è emerso inoltre un tema destinato a diventare sempre più rilevante: la documentazione da utilizzare per supportare i claim relativi ai materiali riciclati.
Il quesito è già stato sottoposto alla Commissione europea e si è in attesa di ulteriori chiarimenti che possano favorire un approccio uniforme tra gli operatori.