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EPR Tessile: il sistema italiano entra nella fase decisiva

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È attesa entro la fine del 2026 la pubblicazione del Regolamento che istituirà il sistema italiano di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile, comprendendo abbigliamento, calzature, accessori, pelletteria e tessili per la casa. Il provvedimento definirà gli obblighi per le aziende che immettono tali prodotti sul mercato italiano. Per le imprese del comparto sarà quindi fondamentale avviare fin da subito alcune verifiche organizzative e strategiche.

Verificare il perimetro dei prodotti interessati

Come primo passo, è necessario analizzare quali prodotti tessili rientrano nel perimetro delle regole. Pare confermata la classificazione molto dettagliata per PRODCOM (codice statistico europeo a 8 cifre per l’indentificazione dei prodotti industriali) che comprende articoli di abbigliamento, calzature e accessori (tra cui articoli in pelle, calzature e guanti per lo sport, borse, valigeria ecc.), articoli tessili per la casa (tra cui sacchi a pelo).

Definire il proprio ruolo nella filiera

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’individuazione del soggetto responsabile (“producer”) per ciascun flusso commerciale. La qualifica può ricadere, a seconda dei casi, sul produttore, sull’importatore, sul titolare del marchio o sul soggetto che vende direttamente sul mercato italiano, anche mediante commercio elettronico. Le aziende dovranno quindi analizzare attentamente le proprie modalità operative, soprattutto in presenza di importazioni, private label, marketplace o vendite online transfrontaliere.

Registro nazionale e adesione ai sistemi EPR

I produttori soggetti alla normativa dovranno iscriversi al Registro nazionale dei produttori e adempiere agli obblighi EPR tramite un sistema di gestione collettivo oppure attraverso un sistema individuale riconosciuto.

Diventa quindi importante valutare per tempo quale modello adottare e quale soggetto collettivo possa rappresentare al meglio le esigenze aziendali, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Regolamento.

Arrivano gli eco-contributi

Una volta in vigore, il sistema EPR tessile verterà su contributi ambientali versati dai producer, calcolati in base a categoria, quantità, peso, e materiale/composizione ove rilevante. In termini organizzativi, sarà necessario definire un processo owner, tra acquisti, fatturazione, ERP, o altre funzioni aziendali.

Anche in termini di data governance, si prospetta una attività intensa per poter garantire dati su SKU, categorie EPR, peso, quantità, materiali di composizione, mercati di destinazione, oltre ai dati necessari per beneficiare dell’eco-modulazione una volta a regime.

Nuovi obblighi per il retail

Con riferimento al mondo retail, pare confermato l’obbligo di take-back gratuito 1-1 per punti vendita con superficie vendita ≥400 m². Per superficie inferiori, si tratta di una scelta strategica volontaria da definire, che potrebbe configurarsi anche come take-back gratuito 1-0, ovvero l’accettazione di qualsiasi prodotto tessile anche senza nuovo acquisto.

Focus sull’e-commerce

Anche le vendite online saranno interessate dai nuovi obblighi. Gli operatori dovranno informare chiaramente i consumatori sulle modalità di conferimento e ritiro dei prodotti a fine vita, indicando i punti di raccolta disponibili e le relative modalità operative. La bozza prevede espressamente la possibilità di indirizzare il consumatore verso punti di raccolta fisici.

Prepararsi fin d’ora

Sebbene si attenda ancora il testo definitivo, il quadro delineato rende evidente la necessità di avviare sin da ora un’analisi interna su prodotti, flussi commerciali, responsabilità EPR, sistemi informativi e processi aziendali.

Assosport con il supporto del partner ZPC SRL società benefit, continuerà a seguire l’evoluzione normativa e a promuovere momenti di approfondimento e confronto con i soggetti coinvolti nella futura gestione del sistema EPR tessile.

News a cura di ZPC SRL società benefit

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