Il giorno 16 gennaio Assosport, rappresentata dalla Vice Presidente Nicola Gelder, è stata invitata, insieme a FESI e altri portatori di interesse, ad una giornata di confronto con la Commissione UE (DG GROW, DG TAXUD) sul futuro dell’ecosistema tessile in Europa.
Nel panel di apertura sulle prospettive future dell’industria tessile, moderato dalla Dirigente della DG GROW Kristin Schreiber, sono emersi alcune importanti riflessioni:
- come e dove investire per garantire la crescita dell’industria tessile europea, leader globale in alcuni settori, che vanta esportazioni del valore di EUR 63 miliardi, 200 mila PMI e 1,3 milioni di addetti (che produce non solo abbigliamento tessile ma tessili per molti altri settori, tra cui forze armate, costruzione e sanità pubblica);
- come conservare la produzione tessile nell’UE, settore chiave con una cultura millenaria, fortemente penalizzata da costi dell’energia, tra 3 a 5 volte più alti dei paesi extra-UE, e dalle importazioni incontrollate di prodotti acquisti dai consumatori da operatori e-commerce extra-UE;
- come educare i consumatori che non premiano gli investimenti in sostenibilità delle imprese, preferendo prodotti importati meno costosi;
- come garantire che le iniziative legislative, tra cui Regolamento tessile e passaporto digitale di prodotto, non creino ostacoli, incertezza e maggior costi, in particolare per le PMI;
- come garantire un mercato unico, con regole eque e concorrenza leale, come motore di crescita.
Nella sessione dedicata al Regolamento Tessile, le posizioni dell’industria sportiva erano convergenti con quelli della platea:
- la revisione deve focalizzare solo gli aspetti dettati dagli sviluppi nel settore: la descrizione delle fibre, soprattutto quelle innovative, e un aumento delle tolleranze per fibre riciclate;
- si conferma la validità del Regolamento come garanzia di autenticità per il consumatore; anche le associazioni di categoria di pelletteria e pelliccia vorrebbero regole per la corretta descrizione dei loro materiali;
- il Regolamento deve essere sinergico con Regolamento Eco-Design e dal passaporto digitale, evitando duplicazioni;
- i nuovi elementi di etichettatura proposti dalla Commissione (istruzioni di manutenzione, taglia e made in) non andrebbero riportati sull’etichetta cucita, per evitare che il consumatore la tagli mentre invece sono fondamentali per allungare la vita dei prodotti tessili.
Accogliendo positivamente i contributi, la DG GROW ha confermato che la proposta di Regolamento, attesa in primavera, stabilirà quali saranno le categorie di informazione obbligatorie; il testo seguirà la procedura ordinaria di negoziazione tra i co-legislatori (Consiglio e Parlamento). Diversamente, il contenuto informativo (composizione tessile e non, istruzioni di manutenzione, taglia e made in) e le modalità di etichettatura (fisica o digitale) saranno stabilite direttamente dalla Commissione tramite atti delegati. Verrà garantita la coerenza tra i vari strumenti legislativi, nonché l’armonizzazione con le regole in altri mercati globali tramite il riferimento a norme ISO.
Nella sessione dedicata alla sorveglianza di mercato, sono emersi dati allarmanti sull’ingresso incontrollato sul mercato interno di prodotti non conformi e non sicuri, acquistati tramite e-commerce da parte dei consumatori privati. Infatti, nel 2024 sono entrati 4,6 miliardi di pacchi (il doppio del 2022), 12 milioni al giorno, ma tra il 2022 e il 2024, solo lo 0,0082% è stato sottoposto ad ispezione in importazione e solo lo 0,0013% è stato respinto. Nel 2025 hanno superato 5 miliardi e continueranno a crescere nel 2026. Sicuramente l’esenzione de minimis che esente le consegne di valore inferiore a 150 EUR dai controlli in dogana è stato un fattore aggravante: infatti, il valore medio dichiarato per consegna è di 7 EUR, e nella maggior parte dei casi non è presente una fattura.
Di conseguenza, la Commissione intende revisionare il Regolamento sulla Sorveglianza di Mercato, ipotizzando varie soluzioni:
- maggiore cooperazione tra autorità di sorveglianza di mercato e autorità doganale, e tra Stati membri;
- maggior responsabilità per gli operatori di piattaforme logistiche, che diventerebbero direttamente responsabili:
- l’utilizzo di strumenti digitali, compresa l’IA per automatizzare gli aspetti amministrativi ed effettuare verifiche più mirate_
- la creazione di una autorità europea di sorveglianza.
Anche la riforma del Codice Doganale Unionale, attuale in fase di negoziazione, dovrebbe portare alla creazione di piattaforma digitale unica, EU Customs Data Hub, ed una autorità doganale centrale, EU Customs Authority. Per contrastare l’e-commerce illecito i nuovi obblighi si applicheranno in anticipo (2028) rispetto agli altri settori. Si ricorda anche l’eliminazione dell’esenzione de minimis e l’introduzione di un dazio aggiuntivo per coprire i costi amministrativi per lo sdoganamento di 3 EUR, che resterà in vigore fino all’applicazione di un dazio ad valorem da luglio 2028.