Il percorso europeo verso una possibile restrizione universale delle PFAS entra in una fase cruciale. European Chemicals Agency ha infatti aperto una consultazione mirata sul parere del Comitato per l’analisi socio-economica (SEAC), offrendo all’industria, e in particolare al nostro comparto, l’ultima opportunità concreta di incidere sulla decisione finale.
Perché è rilevante per il settore sportivo
La proposta di restrizione, avviata nel 2023 da cinque Paesi europei nell’ambito del regolamento REACH Regulation, riguarda l’intero ciclo di vita delle PFAS (produzione, immissione sul mercato e uso). Si tratta di sostanze ampiamente impiegate anche in:
- abbigliamento tecnico e outdoor,
- calzature sportive,
- materiali ad alte prestazioni per applicazioni specifiche.
Nel tempo, il dossier ha raccolto migliaia di contributi e, nella sua versione aggiornata, è oggi oggetto delle valutazioni scientifiche dei comitati ECHA. Il Comitato RAC ha già confermato i rischi nel lungo periodo legati alla persistenza delle PFAS, mentre il SEAC ha evidenziato criticità legate a costi, prestazioni e tempi di transizione.
Per il settore di riferimento (TULAC), emerge un punto chiave:
👉 le alternative esistono, ma non sempre garantiscono le stesse performance, soprattutto nelle applicazioni più tecniche.
Cosa succede ora
La consultazione aperta fino al 25 maggio 2026 si concentra su tre aspetti fondamentali:
- impatti socio-economici
- disponibilità e fattibilità delle alternative
- tempistiche e condizioni di transizione
In altre parole, la Commissione europea sta valutando se e come la restrizione sia realmente sostenibile per il sistema industriale.
Il ruolo delle imprese: un contributo concreto e necessario
Come evidenziato anche da FESI, Federation of the European Sporting Goods Industry, è essenziale che le aziende del settore partecipino attivamente alla consultazione.
Non si tratta di una posizione di principio, ma di un contributo tecnico basato su dati:
- prestazioni reali delle alternative disponibili
- investimenti necessari per riformulazione e test
- tempi industriali di adattamento
- eventuali esigenze di deroghe o transizioni più lunghe
👉 Senza evidenze concrete, il rischio è che le specificità del settore sportivo non vengano adeguatamente considerate.
Call to Action
Invitiamo tutte le aziende associate a partecipare alla consultazione compilando il questionario ufficiale UE. Il contributo di ciascuna impresa è determinante per costruire una posizione solida e rappresentativa dell’intero comparto.
Tutti i dettagli della proposta di restrizione REACH per i PFAS sono disponibili sulla pagina dedicata dell’ECHA: Submitted restrictions under consideration – ECHA
Il presidio Europeo di Assosport
Il monitoraggio e il coordinamento delle attività a livello europeo sono seguiti da Nicola Gelder, Vice Presidente Assosport con delega ai rapporti istituzionali europei, attivamente coinvolta nei tavooli di lavoro con FESI per rappresentare e tutelare gli interessi delle imprese italiane del settore sportivo.