- Riduzione della complessità di gamma
D: La convergenza tra outdoor, active e performance spinge i brand a ridurre la complessità e le SKU, pur mantenendo varietà e innovazione.
Come può il tessile tecnico aiutare i brand a ridurre la complessità della gamma e sviluppare prodotti diversi senza dover ripartire ogni volta da zero?
R: L’obiettivo è sviluppare prodotti trasversali, basati su un elevato livello di tecnicismo, che a partire da una stessa base possano essere declinati in modo diverso a seconda dell’ambito di utilizzo, dall’outdoor ad altri settori applicativi.
La sfida si può riassumere in una parola: ibridazione. Si tratta di progettare materiali flessibili e multiuso, in grado di mantenere alte performance ma allo stesso tempo adattarsi a più tipologie di prodotto. Questo approccio consente di accelerare i tempi di sviluppo e di ridurre errori e costi di progettazione.
A partire dalla versatilità della base comune, è poi possibile introdurre integrazioni mirate per rendere ogni prodotto speciale e unico, attraverso trattamenti superficiali, accoppiature o lamine, rispondendo di volta in volta alle esigenze del committente, che sono in costante evoluzione.
- Ruolo strategico del fornitore
D: Il fornitore non è più solo esecutore del materiale, ma può diventare interlocutore strategico nelle decisioni di prodotto, portando competenze e soluzioni che aiutano i brand a prendere decisioni più rapide e sicure.
Come vedi evolvere, nei prossimi anni, il ruolo delle aziende di filiera nella definizione dei prodotti sportivi?
R: Credo fermamente che il fornitore rappresenti un nodo nevralgico di importanza strategica per i brand. In assenza di una filiera adeguatamente coinvolta e soddisfatta, si rischia di non avere le condizioni necessarie per sviluppare nuovi prodotti. È quindi controproducente puntare esclusivamente sull’estremizzazione delle politiche di saving negli acquisti: al contrario, è fondamentale riconoscere e valorizzare gli sforzi dei produttori di filiera e dei fornitori.
Spingere eccessivamente il pricing al ribasso può trasformare una relazione potenzialmente win-win in una dinamica lose-lose: il fornitore fatica a rispettare i timing e, di conseguenza, il capo commessa rischia perdite economiche dirette.
Una distribuzione più equa del valore rappresenta una garanzia per la salubrità dell’intero settore. In questo senso, il fornitore diventa un vero partner strategico: non si limita a fornire materiali, ma mette a disposizione competenze, dati e soluzioni che supportano i brand nel prendere decisioni più rapide, consapevoli ed efficaci.
- Evoluzione delle competenze
D: Il futuro richiede figure capaci di integrare materiali, processo e prodotto, e di interfacciarsi con i brand.
Quali competenze ritieni più strategiche per preparare la filiera alle sfide dei prossimi anni?
R: Nel settore tessile è fondamentale partire da solide basi di competenze tecniche: comprendere l’evoluzione dei materiali, le diverse tipologie di tessitura e rimanere allineati ai cambiamenti del mercato. A questo si affianca un approccio proattivo all’apprendimento continuo, indispensabile per interpretare correttamente le innovazioni e le nuove esigenze progettuali.
Accanto alle competenze tecniche, è essenziale sviluppare capacità relazionali tra produttori e clienti: sapere cosa chiedere, come chiederlo e come costruire un dialogo efficace lungo tutta la filiera. L’intelligenza artificiale potrà anche scrivere un’email in modo impeccabile, ma non potrà capire o riconoscere un materiale toccando con mano un prodotto o coglierne le sfumature qualitative.
In questo senso, la produzione va intesa sia in chiave verticale sia trasversale, con una visione ampia e di lungo periodo, che favorisca un modo di “stare in comunità” e di far evolvere le relazioni tra fornitori e clienti.
La propensione a considerare le soft skills come parte integrante del lavoro diventa quindi fondamentale: un eccesso di tecnicismo, se non bilanciato dalla dimensione relazionale e umana, rischia di far perdere elementi chiave nel processo di sviluppo del prodotto.
- Formazione e sviluppo industriale
D: La formazione continua è cruciale per non disperdere know-how critico e garantire innovazione costante.
Con la tua esperienza nella formazione, cosa dovrebbe cambiare per preparare le persone alle prossime trasformazioni della filiera?
R: È necessaria una formazione sempre più pratica, esposta ai processi reali e alle interazioni tra filiera e prodotto. Le persone devono poter comprendere l’intero flusso produttivo, e non solo il segmento di cui si occupano direttamente.
In questo senso, Confindustria svolge un ruolo importante nel promuovere l’innovazione sotto il profilo formativo, attraverso un dialogo costante con le istituzioni e con il governo, in particolare con il ministro Giuseppe Valditara, con cui è stata condivisa la strategicità di accompagnare le scuole verso una maggiore integrazione con le imprese.
Il percorso degli istituti tecnici, con la sperimentazione del modello 4+2, va proprio in questa direzione, rafforzando il legame tra formazione tecnica e mondo produttivo. A livello istituzionale si è preso atto che l’innovazione nasce prima di tutto nelle fabbriche: in questo quadro, il settore tessile viene sempre più riconosciuto come alleato strategico nei processi di trasformazione industriale.
L’obiettivo è formare studenti sempre più allineati alle reali esigenze del mercato del lavoro. L’alleanza tra imprese e scuole rappresenta quindi un’opportunità concreta per il Paese.
In questa prospettiva, diventa centrale anche il rafforzamento delle competenze STEM, perché l’innovazione tecnologica incide in modo crescente anche nel tessile. È fondamentale saper cavalcare il cambiamento, anziché subirlo.
Le sperimentazioni attivate a livello nazionale dimostrano che dove c’è innovazione didattica cresce anche la propensione all’iscrizione degli studenti. L’innovazione di prodotto, in questo senso, può e deve diventare anche un’innovazione per la scuola.
- Innovazione funzionale dei materiali
D: Quali direzioni tecnologiche o funzionali ritieni più promettenti per rendere i materiali strumenti concreti di innovazione per i brand sportivi?
R: I materiali con più funzionalità integrate, o adattabili a diverse tipologie di prodotto, rappresentano il futuro dell’innovazione concreta: consentono di semplificare il design e di ridurre la complessità industriale, mantenendo elevate le performance.
I prodotti tecnici, in questo senso, offrono un’enorme possibilità di sviluppo, perché permettono di progettare soluzioni altamente performanti e specializzate.
È però necessario uscire dalla comfort zone del sintetico. Sebbene i materiali sintetici siano estremamente versatili, esiste ancora un retaggio culturale che tende a considerarli, così come i materiali tecnici in generale, come soluzioni a minor valore aggiunto. In realtà, la performance che questi materiali possono garantire è spesso eccezionale e rappresenta un reale vantaggio competitivo.