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STAMPA


COMUNICATO STAMPA
10/16/2004 SPORTSYSTEM: STILE ITALIANO, PRODUZIONE ALL’ESTERO RICERCA SULLO SPORT: SEMPRE PIU’ SPORTIVI, ANZI SPORTIVE!, Convention Nazionale di Assosport: nonostante la forza dello Sportsystem Italiano, grossi pericoli di concorrenza dall’estero. Unica ricetta la coesione. On. Urso: "Vale la "regola delle 4 I": Infrastrutture, Innovazione, Internazionalizzazione, e Insieme!". Ricerca AC Nielsen "Italiani e sport: dalla poltrona alla palestra".

Si è tenuta oggi a Treviso la Convention Nazionale di Assosport, l’Associazione dei Produttori di Articoli Sportivi, la seconda dopo quella del 2002 che ha segnato il rilancio dell’Associazione. Assosport rappresenta il meglio dell’industria sportiva italiana (uno dei fiori all’occhiello dell’economia italiana, conta oltre 750 aziende, più di 30.000 addetti e un fatturato complessivo di circa 10 miliardi di Euro, di cui ben il 70% destinato all’esportazione)

Il punto sul mercato dello sportsystem

Nella sua relazione il Presidente Giancarlo Zanatta ha sottolineato in particolar modo la necessità di affermare, contro la concorrenza dilagante, il concetto di "Made in Italy", esportando i valori della qualità, del design, dell’innovazione e dell’eccellenza che contraddistinguono il nostro paese.

Dei problemi legati alla contraffazione e la produzione nei paesi asiatici ha parlato il Vice-Ministro alle Attività Produttive, On Adolfo Urso, che recentemente ha siglato con Assosport un accordo di settore per la "promozione del Made in Italy" grazie a iniziative del governo in questa direzione: tra le più immediate il Programma Marco Polo che si concretizzerà nella sfida amichevole di calcio Italia-Cina e una serie di iniziative collaterali per le Aziende.

Particolarmente animato il dibattito condotto da Alan Friedman, che ha visto protagonisti Massimo Barzaghi, (A.D. Diadora), Gianluca Donato (Sky Sport), Valentino Castellani (Presidente Toroc 2006), Manuela Di Centa (Membro Cio) Michel Perraudin (Vicepresidente Adidas, Presidente della Federazione Mondiale delle Aziende dello Sport) e Giandomenico Auricchio (Presidente Comitato Tecnico per la Tutela dei Marchi e la Lotta alla Contraffazione di Confindustria).Attenzione soprattutto a come mantenere il primato italiano, dando per inevitabile la delocalizzazione della produzione nei paesi asiatici. L’unico metodo è sostenere formazione e ricerca, ma anche coordinare i propri interventi nei nuovi mercati. Secondo Auricchio "in alcuni paesi a muoversi deve essere lo Stato, non servono troppe missioni distinte, che sono dispersive oltre che dispendiose."

Una prima grossa occasione di promozione per le aziende italiane dello Sportsystem è rappresentata dalle Olimpiadi di Torino nel 2006: il presidente del Comitato Organizzatore ha invitato Assosport a collaborare, e le aziende ad aderire come sponsor. Anche il Presidente Giancarlo Zanatta ha sottolineato come sarebbe importante prima di tutto che gli "atleti italiani vestano prodotti italiani, perchè sono loro i migliori ambasciatori dei nostri prodotti nel mondo".

 1° Premio "Chiarino Cimurri - Impresa e Sport"

Ha concluso la giornata la consegna del premio "Chiarino Cimurri – Impresa e Sport", recentemente scomparso, a Roberto Baggio, Lino Lacedelli, Valentino Rossi e Valentina Vezzali. Rossi, impegnato nel Gran Premio d’Australia, ha ringraziato in un videomessaggio, mentre Roberto Baggio non ha potuto esimersi dalle inevitabili domande sul suo futuro, confermando che al momento non intende tornare sui campi di gioco.

Come cambia lo sport in Italia? Ce lo dice la ricerca commissionata da Assosport ad ACNielsen Sita

A margine del convegno è stata presentata una ricerca commissionata da Assosport ad ACNielsen SITA relativa alle "pratica sportiva in Italia". La ricerca è stata condotta nel gennaio 2004 su 4 mila famiglie italiane rappresentative dell’universo nazionale.

Rispetto a 7 anni fa si è avuta una intensa evoluzione con una crescita dei praticanti pari al +17%, (circa 3 milioni di persone in più), attratte soprattutto dalle nuove discipline (al contrario, nel triennio precedente si era registrata – in piena crisi economica, con gli effetti di Tangentopoli – una flessione di 700mila praticanti.)

Il fatto saliente è rappresentato dalla estensione della "sportività" a fasce di popolazione rimaste al margine dello sport praticato fino ad alcuni anni or sono, in particolare il segmento femminile (+28%) e le età medie e medio-alte (+31%). Fra il 1997 ed il 2004 si registrano 2 milioni di donne neo adepte alle discipline sportive e ben 2,9 milioni di persone in età superiore ai 25 anni che hanno deciso di dedicarsi allo sport. Si è trattato di un allargamento della base mentre il tasso di sportività cioè il numero di sport praticati per persona, è cresciuto piuttosto poco (da 1,48 ad 1,52).

Altro dato rilevante riguarda il traino della crescita dei praticanti da ricercarsi nelle discipline indoor "individuali" (esclusi, cioè gli sport di squadra). Fitness, nuoto, aquagym, danza, potenziamento muscolare, arti marziali, ginnastica, discipline orientali, kick boxing, presentano nel loro complesso una crescita dei praticanti pari al +28%. Meno rilevante lo sviluppo degli sport outdoor "individuali" (sci alpino, di fondo, jogging, trekking, mountain bike, caccia, pesca, snowboard, sub, alpinismo, vela, windsurf, equitazione, tiro con l’arco, skateboard, sci d’acqua, paracadutismo, parapendio) cresciuti del +4%.

Infine gli sport di squadra (calcio, tennis, pallavolo, pallacanestro, ciclismo, atletica, beach volley, canottaggio, golf, moto, automobilismo, squash, baseball, rugby, scherma, hockey) presentano in complesso una situazione stabile, pur con alcune attività in forte espansione, come golf, beach volley, baseball, canottaggio, atletica, ed il calcio a 8 e a 5; la crisi di tennis, volley e basket determinano però un risultato complessivo che vede il medesimo numero di praticanti dediti a sport di squadra. I praticanti rappresentano il 36,6% della popolazione dai 4 anni in su.

La maggior incidenza si ha tra la popolazione maschile:
Maschi 41,3% della popolazione è sportiva
Femmine 32,1%

Fino a 34 anni oltre la metà della popolazione si dedica a qualche sport:
Fino a 14 anni 70% della popolazione è sportiva
15 – 24 anni 52%
25 – 34 anni 50%
35 – 44 anni 40%
45 anni ed oltre 18%

Maggior propensione si nota nell’Italia Settentrionale
Nord – Ovest 43% della popolazione è sportiva
Nord - Est 43%
Centro 41%
Sud + Isole 27%

I 20milioni e mezzo di praticanti spendono più di 8milioni di Euro per la loro attività sportiva in un anno. Quasi la metà della spesa va all’abbigliamento, calzature, accessori, attrezzi; circa 1/3 per il pagamento di corsi, di istruttori, scuole ed il restante 20%, pari a 1,6 milioni di Euro, rappresenta il tributo all’esercizio di impianti ed attrezzature. Naturalmente sono le discipline più praticate ad assorbire le maggiori quote di spesa.





 



 

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