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  • 2019.05.21 CSC - L'IPER-AMMORTAMENTO È PIACIUTO ALLE IMPRESE ITALIANETrasmettiamo l’ Infografica del CSC di Confindustria avente per oggetto: L’iper-ammortamento è piaciuto alle imprese italiane La trasformazione digitale da diversi anni è oggetto di ambiziosi piani di politica industriale in tutte le principali economie avanzate del mondo. L’Italia, pur se in ritardo, si è dotata dal 2016 di una strategia nazionale di medio-lungo periodo in linea con le best practice internazionali. L’iper-ammortamento è stata la principale misura contenuta nel Piano Nazionale Industria 4.0. Le stime del CSC e del Dipartimento Finanze del MEF, basate per la prima volta su dati reali delle dichiarazioni dei redditi delle imprese, indicano che l'obiettivo del Governo di mobilitare 10 miliardi di investimenti in macchinari "intelligenti" nel 2017 è stato centrato. La misura è stata utilizzata in prevalenza da imprese: 1. di piccola e media dimensione (66,7 per cento degli investimenti); 2. appartenenti al settore manifatturiero (86,3 per cento), con in testa il comparto dei prodotti in metallo; 3. localizzate nel Nord Italia (82,1 per cento).Infografica+CSC_Iper-ammortamento_150519_Confindustria.pdf
  • 2019.05.15 CSC - RAPPORTO SULL'INDUSTRIA ITALIANA 2019Trasmettiamo in allegato il rapporto sull’industria italiana 2019 redatto dal Centro Studi di Confindustria.Confindustria CSC-+industria+_140519_Confindustria_.pdf
  • 2019.02 CONGIUNTURA FLASH - FEBBRAIO 2019 ITALIA: SOFFRE L'INDUSTRIA, TENGONO FINORA I CONSUMI. PESA L'EUROZONA DEBOLE, RISCHI DA UNA FRENATA USATrasmettiamo il numero di febbraio 2019 di "Congiuntura Flash", l'analisi mensile condotta dal Centro Studi di Confindustria che analizza l'andamento congiunturale internazionale. Italia: soffre l’industria, tengono finora i consumi. Pesa l’Eurozona debole, rischi da una frenata USA. Per l’Italia un anno difficile: export debole, investimenti attesi in calo, soffre l’industria. Tengono finora i consumi, ma con un futuro incerto. Dai mercati rischi sul credito. Il commercio globale è in calo: Cina in rallentamento e pesa l’Eurozona debole, con la manifattura in flessione e la BCE che tiene i tassi a zero. Rischi di una frenata USA. Il focus del mese - Dallo sblocco dei cantieri la svolta per le costruzioni.CF febbraio 2019.pdf
  • INFOGRAFICA CSC - L'ARITMETICA DELLA CRESCITA ITALIANAItalia sempre meno dinamica rispetto al resto dell'Eurozona CSC aritmetica della crescita italiana.pdf
  • INDAGINE RAPIDA SULLA PRODUZIONE INDUSTRIALE ITALIANA - GENNAIO 2019Il marginale incremento dell’attività è spiegato da un aumento della domanda estera, a fronte di una domanda interna fiacca, come segnalato dalle valutazioni degli imprenditori manifatturieri. Dinamica degli ordini e attese delle imprese non lasciano intravedere alcuna accelerazione nel breve termine.Indagine Rapida Gennaio 2019.pdf
  • NOTA DEL CSC - BREXIT, TEMPI E MODALITÀ DI USCITA PIÙ INCERTI. QUALI LE CONSEGUENZE PER LE IMPRESE ITALIANE (ED EUROPEE)?Trasmettiamo la nota del Centro Studi di Confindustria sul tema: Brexit, tempi e modalità di uscita più incerti. Quali le conseguenze per le imprese italiane (ed europee)? Quali le previsioni per l'economia britannica alla luce dei nuovi eventi? La più elevata incertezza come influirà sulle strategie di multinazionali e imprese esportatrici legate al Regno Unito? Quali le precauzioni già messe in campo dalla Commissione europea? A queste domande risponde la prima Nota dal CSC del 2019. Nota dal CSC n.1-2019.pdf
  • PERCHÈ LA FRENATA TEDESCA INCIDE SULL'ECONOMIA ITALIANA?Perche lafrenata tedesca incide economia italiana.pdf
  • 2018.12 QUALI RISCHI FINANZIARI PER L'ECONOMIA ITALIANA?L'Italia in posizione anomala sulla curva rischio-rendimento.....Infografica+dal+CSC+-+quali+rischi+finanziari+per+economia+italiana.pdf
  • 2018.11 INDAGINE RAPIDA SULLA PRODUZIONE INDUSTRIALETrasmettiamo l'indagine rapida sulla produzione industriale condotta dal CSC - Centro Studi Confindustria – che rileva un calo della produzione industriale dello 0,5% in novembre su ottobre, quando è stimata aumentare dello 0,1% su settembre. La produzione industriale italiana è stimata diminuire in novembre su ottobre, confermando il peggioramento del contesto economico. Il calo dell’attività è spiegato dal venir meno del sostegno di entrambe le componenti della domanda ed è coerente con l’andamento negativo del clima di fiducia degli imprenditori manifatturieri. Dinamica degli ordini e attese delle imprese non lasciano intravedere alcun miglioramento nel breve termine. Indagine Rapida Novembre 2018.pdf
  • 2018.12 COSA VUOL DIRE LA BOCCIATURA UE?cosa vuol dire la bocciature ue.jpg
  • QUALI I SALDI DI BILANCIO DEFINITI DEL GOVERNO?Per il 2019 il rapporto deficit/PIL non diminuisce, né in termini nominali né strutturali; il deficit nominale è previsto in aumento di 0.5 punti di PIL (oltre 0.7 punti per la cancellazione degli aumenti delle imposte indirette) e di 0.8 in termini strutturali. Ciò potrebbe esporre l'Italia all'apertura di una procedura di infrazione da parte delle istituzioni europee.quali i saldi di bilancio definiti dal governo.jpg
  • CSC 03/2018 - IMPRESE E POLITICA INSIEME PER L’INDUSTRIA ITALIANA 4.0Trasmettiamo la Nota CSC n. 03/2018 sul tema "Imprese e politica insieme per l’industria italiana 4.0" a cura di Livio Romano. • Industria 4.0 è un’opportunità o un rischio per la manifattura italiana? La trasformazione digitale dei prodotti e processi industriali pone la manifattura italiana dinanzi a una duplice sfida: investire sullo sviluppo di tecnologie 4.0 e sulla diffusione capillare di queste tecnologie ai diversi comparti per accrescerne la competitività. A suo favore giocano una base produttiva che è tra le più ampie e diversificate al mondo, un solido know-how nella meccanica strumentale, e un sistema di relazioni commerciali molto strette con la Germania. Sconta però una forte frammentazione delle sue filiere nazionali, una debole interazione con università e centri di ricerca, una scarsa cultura digitale della società e una cultura manageriale ancora non sufficientemente diffusa. • Quanto attrezzate alla sfida erano le imprese italiane all’alba del Piano Nazionale Industria 4.0? L’analisi condotta dal CSC a partire dai dati Istat sulle ICT mostra come all’inizio dello scorso anno fossero poche le imprese manifatturiere in Italia attrezzate ad affrontare la sfida rappresentata da Industria 4.0. Solo il 4% di quelle con più di 10 addetti (2.700 circa), nel 2017 poteva definirsi già come “Innovatore 4.0 ad alto potenziale”, una quota che sale al 13% (9.000 circa) se si includono anche le imprese che pur avendone il potenziale non avevano ancora investito in modo significativo in tecnologie digitali. Di contro, quasi un’impresa manifatturiera su due (31.000 circa) apparteneva alla categoria degli “Analogici”. Esiste una relazione inversa tra il ritardo digitale e la dimensione dell’impresa, mentre a livello settoriale tre sono i comparti principalmente interessati fino ad oggi dalla trasformazione digitale: due prevalentemente in veste di fornitori di soluzioni tecnologiche 4.0 (elettronica da una parte, meccanica strumentale e apparecchiature elettriche dall’altra), uno come utilizzatore delle stesse (mezzi di trasporto). A livello territoriale non si registrano marcate differenze tra Nord e Sud. • Quali caratteristiche deve avere una politica industriale per la trasformazione digitale? La complessità della sfida tecnologica e la forte eterogeneità all’interno del sistema manifatturiero italiano richiedono una politica industriale che non accentui le divergenze nei percorsi evolutivi delle imprese. Per farlo, serve agire in modo coordinato su quattro pilastri d’intervento tra loro complementari, che corrispondono ad altrettanti vincoli strutturali allo sviluppo digitale: quello infrastrutturale, quello delle risorse finanziarie per gli investimenti, quello delle competenze umane, e quello del coordinamento lungo le filiere nazionali. • Quali risposte ha dato finora il Piano Nazionale Industria 4.0? Il Piano ha portato a compimento una strategia nazionale per la digitalizzazione industriale, affiancando alla promozione dell’offerta di soluzioni tecnologiche 4.0, misure dirette di stimolo alla domanda qualificata di investimenti. Il fulcro di questa strategia è stato il sostegno finanziario agli sforzi innovativi, mentre gli interventi sulla dotazione di capitale umano qualificato e sul coordinamento lungo le filiere hanno fino ad oggi svolto un ruolo secondario, ma non marginale. Questo sbilanciamento riduce il carattere multidimensionale della politica e rischia di limitarne i benefici attesi. • Quali risposte attendersi nella prossima legge di bilancio? In vista delle prossime scelte di politica economica è importante garantire continuità nel tempo al Piano, per allargare il più possibile la platea delle imprese coinvolte nella trasformazione digitale e sostenere le produzioni di macchinari innovativi. Indispensabile uno sforzo aggiuntivo negli ambiti dove la politica industriale finora ha inciso meno: da un lato la formazione e l’inserimento di competenze tecniche e manageriali all’interno delle imprese, dall'altro il coordinamento degli investimenti 4.0 lungo le filiere, che riguarda anche i rapporti tra mondo produttivo e mondo della ricerca.Nota CSC n. 3-2018_Industria 4.0.pdf




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